Al
matrimonio di Giuseppe
Paderno
,
di Angelo di Bartolomeo, con Anna Rinaldina, il 18
gennaio 1749, oltre a non esserci il parroco perchè
morto il 2 ottobre 1748 e non ancora sostituito, la
chiesa di Camignone sembrava un pò spoglia, il
tabernacolo era ancora in fase di allestimento. Il 23
marzo dello stesso anno fu finalmente posto anche se
mancante delle " ... sei figurette ... queste
sono state ordinate al Calegari di Brescia e con lui
accordate in scudi sessanta ed un ... di vino. La
portellina poi costa B.ti cento ed undici spesa fatta da
un benefattore; come pure il raggio dello Spirito Santo
costa B.ti venti otto donato da altro benefattore. Il
rimanente tutto dono del defunto suddetto Sig. Rettore
Ghirardelli, quale in tutto, compresa l'anima e la fodra
interna ascende a scudi trecento ed uno, oltre il
suddetto vino.", firmato "... un
buonomo...". Mancando il parroco, altri si sono
dati da fare per portare a termine l'altare. Queste
elencazioni delle opere fatte nella parrocchia di
Camignone, sono state raccolte da don Beppe, parroco a
Camignone, nell'agosto del 1978. Alquanto interessante
questo piccolo libretto che oltre a descrivere
sommariamente la storia di Camignone, trascrive le pagine
che i parroci susseguiti, cominciando da Benedetto
Cirimbello nel 1609, dedicano alle opere fatte ed agli
episodi pi importanti successi in paese. Tra questi
notiamo le memorie del Rettor Villa che a riguardo della
peste scrive:
"... - L'anno 1630 venne la peste generale quasi
per tutta Italia morirono la mit delle genti et in
molti loghi molto gran (numero) in Camignone fossimo de
primi quasi ma mediante la gratia di Dio et la
intercessione di S.to Lorenzo m.re advocato fussimo
liberati miracolosamente facessimo voto d'indorer l'ancona
di S.to Lorenzo il primo d de agosto 1630 et publicato
il voto per me P. Gio. Battista Villa fatto il sermone
della intercessione del S.to Protettore feci subito in
chiesa una poliza et passava scudi di ellemosina per
indorare detta ancona et anco il miracolo che erano
sequestrati da 30 persone sospette et con grande pericolo
et passato quel iorno non mai più morirno alcuni et
eravamo circondati da tutte le parti di gran peste. Erano
morti sin al hora otto persone. In Valenzano ne morirno
da 22. " A differenza di Rodengo, Camignone fu
risparmiato dalla peste. Cinque anni dopo, il 1635 cos
descrive la chiesa : " .. fatta con certi arconi
et piloni a modo di fenili...", era ancora in
fase di costruzione, e come tutte le chiese sono come il
"..Dom de Mil...", mai finite.
Il 19 aprile 1751, un anno prima della nascita di Maria
di Giuseppe, "... viene ucciso per mano di un
"perverso giovane", poi eclissatosi, G.
Battista Ancellotti. Il 18 giugno, sempre di notte, nella
via vicina all'Oratorio di S. Francesco, fu ucciso D.
Maurizio Leoncini da " un forestiero di servile
condizione"... il 1753 fu disastroso per le
intemperie: tempesta, temporali, nebbie, brine e nevi. ". Ad ogni cambio di parroco, un modo diverso di
redarre queste memorie parrocchiali. Nel 1767 "... Marzo in due anni ho fatto piantare due fossi di vigne
nel campetto parrocchiale, un altro nel carcasso, e due
pergolette nel broletto dirimpetto alla portella...".
Anche prima della nascita di Gabriele avvenuta 25 luglio
1761, manca il parroco. Se ne va Battista Vinati, eletto
Rettore a Polaveno il suo paese nativo. Antonio Seriati
prende possesso della parrocchia di Camignone il 2
ottobre, era di sabato, antecedente la solennità del SS.mo
Rosario. Due anni dopo brucia la parte a mezzo giorno
della casa parrocchiale.
di Giuseppe Paderno e di Anna
Rinaldina, nasce a Camignone la mattina del 25 marzo 1764,
fu battezzata il 28 dello stesso mese. Anche Lelia Maria,
come tutti coloro che avevano origini di un altro paese,
era considerata forestiera. Solamente dal 7
settembre di quell'anno 1764 con decreto della Repubblica
Veneta, reso esecutivo dal vice podestà Francesco
Grimani, anche i forestieri, dopo 50 o 20 anni a
seconda dei casi, potevano avere gli stessi diritti degli originari. Difatti negli antichi comuni fino a
quell'anno, compaiono tre categorie di persone: i cittadini,
i forestieri e gli originari. I primi
erano i proprietari di terreni o fondi nel territorio del
comune, e venivano considerati come degli ospiti senza
alcun diritto salvo quello sulle loro proprietà. I forestieri erano coloro che anche se abitanti da più generazioni,
erano originari di un'altro comune. Questi oltre a non
avere diritti a partecipare alla gestione della comunità,
erano gravati da tributi pesanti. Gli originari erano coloro che abitavano nel comune da più lungo tempo.
Tra queste categorie si creavano scontri continui; gli originari erano gelosi del loro paese e non vedevano di buon occhio
i forestieri che invadevano i loro territori.
Non fu sufficiente il decreto di quell'anno a pacificare
gli animi. Durante le spartizioni demaniali ordinate nel
1799 sull'onda delle idee rivoluzionarie francesi, le
famiglie originarie pretesero di beneficiare in modo
esclusivo delle terre rimaste ai comuni dai lasciti che
le antiche Congregazioni di Carità avevano accumulato,
proprio grazie alla generosità che risale, come già
accennato, alle famiglie medioevali, quindi originarie
dei vari comuni.
Questa
diversità evidenziata nelle trascrizioni dai vari
registri consultati. "...
di Batta Paderno da
Rodengo et di Maria... ", era chiara l'intenzione
di identificare gli originari dai forestieri, nel caso
indicato, ci troviamo a Paderno nel 1622; Batta Paderno
proviene da Rodengo, quindi un forestiero anche se
probabilmente di origini padernese più antiche di altri.
I
Paderni, a Camignone non rimangono per molto, come
forestieri arrivano e come tali se ne vanno. Il compare
al battesimo di Lelia Maria, preveniva lo spostamento che
dovevano fare. " ... compare Giò Maria Bosio di
Passirano... ", ed a Passirano non più di un
paio d'anni dopo vanno a continuare la nostra storia. A
Camignone dal 1749, anno del loro matrimonio, Giuseppe e
Anna Rinaldina, prolificano con una buona media. In 15
anni mettono alla luce sette figli. Anna era gi incinta
al matrimonio, difatti dopo un paio di mesi mette alla
luce il primogenito,
, nato il "dos corente"
marzo 1749. Segue
nata nel 1750 e morta a 45 anni.
Maria nata nel 1752, sposata a Camignone nel 1783 con
Tommaso Ballarino.
nato il 7 giugno 1757 a
Camignone, compare Giò Rossi di Passirano, sposato con
Rocco Maria, generano il ramo principale e muore a
Bornato l'11 gennaio 1835 ( d'anni 72).
Infante che nasce e muore a Camignone il 3 febbraio 1760.
Gabriele nato il 25 lug1io 761, sposato il 26 novembre
1785 con Minelli Giulia di Francesco a Bornato, con cui
genera il secondo nucleo di Bornato e ivi muore il 22
settembre 1826.
Lelia Maria nata il 25 marzo 1764, compare Giò Maria
Bosio di Passirano, muore a Bornato il 2 settembre 1777 (
d'anni 15)
Bartolomeo che genera il terzo ramo di Bornato, nasce il
20 aprile 1767 a Passirano (nato gemello), sposa
Verzelletti Maria Angela e muore a Bornato il 15 marzo
1843.
Giulia, gemella di Bartolomeo, sposata a Bornato il 24
novembre 1785 con Inverardo Pietro.
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