Da questa ricognizione veloce, possiamo
ipotizzare una numerosa presenza di gruppi famigliari a
nome Paderni a Rodengo tra il 1550 ed il 1600. Sono in
teoria all'incirca 31 capofamiglia che nel periodo che va
dal 1580 alla fine del '600 rendono l'albero Paderni
forte di 28 elementi a Paderno, 6 a Passirano, 4 a
Camignone, 285 a Rodengo. Questi dati presi dai registri
che troviamo nelle varie parrocchie, non sempre completi,
a Paderno mancano gli anni dal 1669 al 1724.
I registri più completi come si vede sono quelli di
Rodengo, proprio quelli che ci hanno dato la possibilità
di ricostruire la nostra storia..
Ritorniamo ai rilevamenti dell'Archivio di Stato.
Come detto tra il 1490 ed il 1520 avevamo a Rodengo e nei
paesi vicini, nove capofamiglia che diedero origine ad
almeno otto nuovi rami nati tra il 1530 ed il 1540. Di
questi, Bartolomeo nato tra il 1480-1590 il più
antico rilevato. A lui segue sicuramente Andrea (1510-1520)
e a sua volta Batta (1530-1540). Sarebbe troppo facile
far risalire quest'ultimo al Batta rilevato nei registri
battesimali nato attorno al 1545 e padre di Giulio, ma
non potremmo certamente congiungere il nostro ramo,
perché questo Giulio, non ha lasciato traccia nei nostri
documenti. Possiamo forse presumere che i figli del Batta
dell'Archivio di Stato abbiano lasciato ai suoi figli o
nipoti il gene o del padre Andrea o del nonno Bartolomeo.
Troviamo quindi nei rami di Rodengo-Paderno un Giò Batta
con un pronipote di nome Bartolomeo nato nel 1678 (un pò
lunga la rilevanza genetica), oppure Vincenzo nato
attorno al 1600 da il nome ad un figlio Bartolomeo nato
nel 1657. Nello stesso ramo lo troviamo però anche nel
1749 nato a Camignone e nel 1767 nato gemello a Passirano
figli di Giuseppe di Angelo di Bartolomeo. Di Vincenzo
però non abbiamo il nome del padre, che presumibilmente
è nato attorno al 1570-1580.
Abbiamo detto sopra che almeno 8 capofamiglia
prolificarono tra il 1560-1580. Dai registri, tra il 1570
ed il 1600 sono stati rilevati circa 29 maschi che hanno
popolato la zona. E' certamente ardua l'impresa di
trovare un collegamento tra questi due gruppi di
capofamiglia cioè quelli dell'Archivio di Stato e quelli
dei registri battesimali. Limitiamoci per ora ad
interpretare i dati di Rodengo del '600, perché qui
troviamo altri enigmi da risolvere.
Uno di questi il ritrovamento di un manoscritto
inedito di 36 fogli con elencate le famiglie, ed i loro
componenti, di Rodengo. Questo manoscritto, ora di
proprietà di un gentilissimo geometra in pensione di
Rodengo, non datato, ma riporta a pagina 13 il
riferimento alla morte di "Bartolomeo Corneto di
Francesco... morto alli 12 marzo 1580" e poi
anche " Joseph ob... die xxvi martij 1580"
che ha fatto la stessa fine. Questo fa presupporre che la
data indicata sia anche l'anno di stesura dell'elenco. Il
totale delle anime registrate 495, cosa abbastanza
strana visto che dall'Enciclopedia Bresciana,
volume XV pagina 147, risultano esserci: 520 anime
nel 1493; 834 nel 1590; 800 (130 utili) nel 1610; 1100
nel 1629; 543 nel 1637, 916 nel 1649, 823 nel 1766; ...
se pensiamo che sempre 100 anni prima, nel 1493,
Passirano contava 1140 abitanti mentre nel 1609 erano
1000; Bornato e Monterotondo 890, Paderno 580 nel 1493 ,
700 nel 1567 e sempre 700 nel 1610, Calino 450, Camignone
con Fanteccolo 220. Nel 1610 il patrizio veneto Giovanni
da Lezze a Passirano registra 1000 anime in 200 fuochi (famiglie),
a Monterotondo 400 in 50 fuochi, Camignone 300 anime in
30 fuochi, Valenzano 100 in 35 fuochi.
Quindi tutto fa presupporre che l'elenco delle anime di
questo manoscritto, sia mancante di qualcosa. Dalle 520
del 1493 alle 495 anime del 1580 e le 834 del 1590 c'
una bella differenza. La peste del 1576-1577 portata da
un mercante cremonese proveniente da Trento, seminò
veramente molte vittime, riducendo il paese in un piccolo
villaggio, ma la crescita di 339 individui in 5 anni
esagerata. Forse questo elenco non è stato compilato al
completo, o forse l'indicazione data per il 1590
è eccessiva.
In quell'anno, il convisitatore mons. Ottaviano Abbiati
de Foreriis, accompagnato dal notaio Simenone Flandro,
visita Bornato per ordine di s. Carlo Borromeo. Dai libri
consultati la stessa sorte successa a Rodengo. Il
convisitatore aveva il compito di stendere un verbale
sulla situazione nelle varie parrocchie. A Bornato si
recò il 7 luglio 1580. Possiamo, come detto senza
indagare ulteriormente, presupporre che nel marzo 1580 il
convisitatore si sia recato a Rodengo dove con l'aiuto
dell'allora priore Andrea di Loseno ha steso questo
elenco delle anime di Rodengo. Sotto questi occhi,
Rodengo sembra un piccolo borgo con quattro capanne ed
una manciata di abitanti.
Il manoscritto
elenca gli abitanti per contrada e per
nuclei
familiari.
Questo documento scombussola un pò le deduzioni che
avevo fatto con i dati elaborati dai libri dei battesimi
di Rodengo, Paderno e Camignone. I Paderni in questo
elenco sono 16 con 4 vedove, una nuora ed un familio.
- Paderni Gioana vedova con Gio Piero e Francesco
figli; Dominica vedova con Piero e Maria figli; Caterina
vedova, tutti alla Contrada di Rodengo al Ponte
- Paderno Andrea con la consorte Lucretia in Contrada al
Ponte de Rodengo
- Zuara (Giovanna) di Paderni vedova con Joan peder (padre
o Paderni), Laura moglie, Camilla e Joan Batta figli;
Francesco suo fratello (di Joan), Joseph cugino di joa
peder, Agnolino familio, anch'essi alla Contrada al Ponte.
Sedici discendenti Paderni e quattro vedove. La cosa
strana in quest'elenco sono proprio le vedove. Ce ne sono
parecchie:
Laura vedova Bovegni; Gioana vedova Paderni; Domenica e
Caterina vedove Paderni; Gada vedova di Baij; Marina
vedova Prevosti; Pasqua vedova Abeni; Madalena vedova
Bariselli; Victoria cugina e vedova di Jacomo Bataij;
Maria cugina e vedova di Bertolino Bataij; Maria vedova
di Salui; altra Maria vedova di Salui; Laura vedova
Bovegni; Margarita vedova di Salui; Maria vedova Prevosti;
Agnolina vedova Maspero; Pasqua vedova Maloni; Nontiata
devova di Salui; Maria Aurelia vedova Maspero; Nontiata
vedova di Violi; Zuara vedova Paderni; Thomasa vedova di
Groli; Bartolomea vedova di Zabay; Laura vedova Fraedaz;
Marta vedova Deretti; Maria vedova Bornata; Orsola vedova
Bornata; Nontiata vedova di Roder; Maria vedova Cominzola;
Laura vedova Beriole; per un totale di 30 famiglie senza
il capofamiglia.
I mariti senza mogli sono molto meno: Domenego Abeni;
Battista Masperone; Jacomo Bataij; tutti gli altri sono
accompagnati dalla consorte e prole, salvo qualche
fratello scapolo, fameii e masare. La
ragione di queste vedovanze, può essere la grande peste
del 1577 che devastò i nostri paesi decimandoli. Se
guardiamo con attenzione l'elenco, possiamo evidenziare l'esigua
presenza di figli nelle famiglie senza padre,
dimostrazione che la peste ha certamente colpito le
famiglie dimezzandole.
Ritornando ai nostri Paderni, troviamo quindi in contrada
al Ponte 3 maschi:
Il Joan peder, potrebbe
essere il Giò Maria o il Batta dell'Archivio di Stato.
Come pure possono essere l'Andrea uno dei tre dell'Archivio,
e Francesco fratello pu essere il Franco del 1530 circa.
Un garbugliamento unico.
Possiamo anche ipotizzare che i figli Giò Piero o Piero
siano il Pierino marito di Agostina e padre di Carlo nel
1619 a Rodengo. Come pure Francesco può essere il Franco
sposato con Marta e padre di Jacopo nel 1607, oppure il
marito di Domenica e padre di Girolamo sempre a Rodengo.
Nell'elenco del convisitatore, risulta anche un Peder
frer in Contrada del Ponte con Fior moglie e due figli
Joan Maria e Laura. Se interpretiamo il Peder come
Paderni, come abbiamo visto sopra con Joan cugino di Joan
peder, potremmo inserire un altro maschio nel gruppo dei
probabile progeniti di Rodengo del XVII secolo. Tutte
ipotesi possibili, difficili da interpretare senza dati
certi. Interessante rimane comunque il documento che
meriterebbe un più attento studio e ricerca.
Rimane comunque sempre un buco tra una generazione e l'altra,
rimaniamo quindi fermi sull'interpretazione data finora
ai dati di Rodengo e dintorni.