Maddalena di Camillo e di
Caterina fu una delle prime vittime il 22 luglio 1630.
Durante tutto il Medioevo e fino alle soglie dell'era moderna, con periodicità, la peste si faceva vedere.
Le cause erano molteplici, ma fondamentalmente era causata dalla scarsa alimentazione e dalle pessime condizioni igieniche.
Gli uomini vivevano spesso a contatto diretto di rifiuti organici che venivano sparsi per le strade e spesso
confluivano nei canali. Durante questi periodi, gli esseri umani si lasciavano sopraffare dai peggiori istinti:
esaltazione della religiosità per il timore del castigo divino e
il desiderio di liberare gli istinti per godere degli ultimi momenti di vita. Nel 1575-1577 ricordata per la più devastante nei nostri paesi.
Iseo e Passirano nel 1576 furono circondati da 500 fanti che impedivano l'entrata e l'uscita della popolazione. Solo Rovato rimase immune da questa epidemia.
Questa peste detta "di San Carlo" che nel 1580 visitò anche i paesi della Franciacorta e denuncia i mali qui riscontrati
"Superstizione del popolo, gioco, bestemmia, lussuria, abbandono delle chiese, del culto e dei Sacramenti, specialmente penitenza ed eucarestia,
lusso e dissoluzione specie dei più alti ranghi e ceti sociali, cumulo di rendite ecclesiastiche messe in mano di laici e abuso del clero. " così dice G. Donni nel suo "La visita di San Carlo alla Parrocchia di Rovato" - Bornato 1980.
Ma la peste non ha fermato la vita. Nasce Francesco di
Gabriele e Scolastica il 6 settembre 1631, Angelica
sempre nel 1631. Nel 1632 altri 5 elementi, e negli
stessi anni, incuranti dell'epidemia, si sposano Felice
di Giò Angelo, Mauro di Bernardo, Camillo di Batta,
Giuseppe di Gatto di Giò Giacomo. E in quegli stessi
anni sacrestano della chiesa di s. Nicolò è Paolo di
Andrea. Nel periodo che va dal 1606 al 1629, cioè prima
della peste, a Rodengo nascono 76 elementi della famiglia
Paderni e 13 si sposano di cui 5 maschi, solo 5 maschi,
perchè la maggior parte dei maschi generalmente
trovavano moglie nei paesi vicini, questo come la
tradizione voleva, per poter aumentare le proprietà e le
possibilità di lavoro nella famiglia. E' il caso del
nostro Vincenzo che probabilmente nel 1628 si sposa con
Giustina in qualche paese vicino, e comincia la nostra
storia.
Il seguente diagramma illustra l'albero generato da
Vincenzo e Giustina:(
in anteprima l'albero diretto completo
)
Nel 1644 diventa papa Innocenzo X. Durante il pontificato di papa Innocenzo X,
oltre a rendere Roma sempre più bella,
abbiamo assistito ad uno degli esempi più vergognosi di nepotismo, grazie a
Donna Olimpia Maldachini
Donna Olimpia Maldachini
detta 'Pimpaccia'. Bella, intelligente e molto scaltra,
si era risposata con un marito migliore del primo, il nobile Pamphilio Pamphilj che aveva trent'anni più di lei,
ma si sa, al cuor non si comanda!
Nella nuova famiglia Donna Olimpia fece amicizia in particolare con il cognato, il cardinale Giovanni Battista;
rimasta vedova per la seconda volta, donna Olimpia divenne il consigliere più ascoltata del cognato pontefice,
quasi la sua ombra. Il papa si fidava solo di lei e tutti sapevano che prima di prendere decisioni importanti
Innocenzo si consultava sempre con lei. E proprio per questo nel giro di pochi anni si rese la donna più temuta,
e più odiata, di Roma. Tutti coloro che desideravano avere un contatto con il papa dovevano prima avere il suo appoggio;
e spesso l'appoggio veniva concesso dietro regali e denaro.
E questo fa nascere molti pettegolezzi: a corte si dice, infatti, che i due sono molto di più che cognati...Tutto questo
raccontato in un manoscritto inedito in mio possesso dove l'autore l'Abate Gualdi (pseudonimo di Gregorio Leti,
personaggio avverso al cattolicesimo sin dall'infanzia, racconta le angherie commesse da Donna Olimpia,
per accreditarsi le grazie del cardinale Pamphilj e far si ch'egli divenga papa.