(Oggi nel 2004 risultano esserci in elenco telefonico Pagine bianche: 168 Paderni contro i 43 del 1979, e 270 Paderno - ci siamo un po' tutti modernizzati.
In Italia dalle pagine bianche abbiamo 408 Paderni e 350 Paderno per un totale di 758 elementi con telefono Telecom provenienti forse da un unico ramo, quello di Paderno F.C. . Infatti 495 sono in Lombardia, 116 in Emilia Romagna, 13 in Liguria, 16 nelle tre Venezie, 25 in Sicilia, 27 in Piemonte, 11 in Lazio e gli altri sparsi per l'Italia.
La concentrazione in Lombardia, specialmente Brescia indica chiaramente l'origine franciacortina. Il gruppo consistente dell'Emilia, proviene probabilmente dall'

Armando Paderni

che scrisse al Fè nel 1907, la lettera custodita nella biblioteca Queriniana nel carteggio Fe'. In Liguria si è spostato un altro ramo del suddetto Armando; nelle tre Venezie rimangono le frange sempre di Armando che da Udine si è spostato a Bologna, e nelle altre regioni ci sono gli emigranti.
Nelle località come Paderno del Grappa, Paderno Bellunese, Paderno Ponchielli ecc… non ci sono rimasti elementi con il nome di origine.

Dai cimiteri dei paesi limitrofi: Bornato 25 elementi - Cazzago S.M. 3 - Calino 1 - Passirano 2 - Paderno 1 - Camignone 4, mentre i Paderno sono a Cazzago 11 ed a Paderno 10.
Dal Comune emersero i primi dati per creare a ritroso il primo albero genealogico, ma questo non bastava, perché
i dati del Comune si fermavano alla fine dell''800. Su consiglio di un impiegato comunale, Andrea, cominciai la mia ricerca negli archivi parrocchiali.


NEGLI ARCHIVI

Entrare nelle canoniche, sfogliare quei quaderni scritti con l'inchiostro e l'ausilio di una penna di gallina, mi dava grandi emozioni. Avevo già avuto modo di consultare dei manoscritti parrocchiali, e questo facilitava il compito di lettura delle grafie gotiche che certe volte si incontravano in quei fogli ingialliti dal tempo. L'esperienza che avevo avuto era data dal ritrovamento di una grande quantità di manoscritti in un sovrapporta dei locali allora adibiti alle aule di catechismo di Bornato.

Era un lontano gennaio, forse il 1974, avevamo smontato uno dei tanti presepi che con i ragazzi dell'oratorio facevamo a Natale nella sala allora adibita al gioco del ping-pong adiacente al bar dell'oratorio. Don Guido aveva incaricato Felice e io di portare i vari addobbi, le carte finta roccia, le statuine e le casette in cartapesta, su in quel sovrapporta che era l'unico spazio inaccessibile ai ragazzi. Aperte le antine che coprivano il vano ci infilai le mani senza poter vedere cosa dentro ci fosse, ed incappai in fogli e quaderni che curiosamente guardammo e scoprimmo fossero vecchi ed ingialliti dal tempo. Nell'entusiasmo del ritrovamento, rimuovemmo dalla nicchia una grande quantità di fogli e manoscritti da riempire una di quelle panche da oratorio lunghe due metri abbondanti. La mole di manoscritti ci aveva entusiasmato. L'eccitazione del ritrovamento ci spinse a curiosare tra le carte: documenti di acquisto, di spese, registri, fogli sparsi, contratti…. Tutti documenti riferiti alla chiesa ed alle sue opere. L'ingenuità di noi ragazzi, ci portò consegnare il tutto, tranne due libretti piccoli che tenni nascosti sotto il maglione, a don Guido, rubandogli la promessa che se qualcosa non era di fondamentale importanza per la storia di Bornato, ce lo avrebbe dato come premio del ritrovamento. Ingenui, si perché dopo diversi anni, con l'arrivo di don Giuseppe, della catasta di manoscritti, non rimase che un mucchietto di carte che con cura portai a casa, lessi, tradussi, catalogai e ordinai per data. Tutto questo materiale l'ho poi restituito a don Antonio, ma del resto, il grosso dei manoscritti non si ebbe più traccia.
Questo mi ha aiutato a saper leggere queste carte antiche scritte con grafie e linguaggio oggi difficile da interpretare. Sarebbe interessante comunque andare a fondo della sparizione dei quei manoscritti sicuramente importanti per la comunità di Bornato e per la storia locale.

Per realizzare questa mia, ho approfittato fondamentalmente dei registri parrocchiali, fonte principale per il periodo che va dall'avvento del calendario gregoriano fino ad oggi, cioè dal 4 ottobre 1582.
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