La consultazione copiosa non ha dato risultati soddisfacenti, mancando il collegamento tra i vari nuclei creati.
Il percorso tortuoso che questa ricerca è andata prendendo, mi ha portato anche a cercare tra la toponomastica del nome Paderni ed interpellare i vari parroci dei paesi italiani che portavano il nome stesso.

ORIGINE DEL NOME

Secondo Vincenzo Tonoli su "Paderno Franciacorta", il nome Paderno equivale a collina o rialzo di terreno a proporzioni quasi insensibili. Egli scrive :"…se dovessi incominciare da una sicura etimologia del nome Paderno, comune a parecchie località, come Paderno d'Adda e Padernello bresciano, mi troverei impigliato in parecchie intricate questioni di toponomastica, delle quali non sempre si può cavarne qualche buona ipotesi…", ed ha detto bene, perché non so da dove abbia tratto questa ipotesi. Secondo il glottologo

Emidio de Felice
, nella lettera scrittami il 7 agosto 1981,
"… il toponimo deriva dal nome fondiario latino Paternus fundus, fondo, terreno ricevuto in eredità dal padre…", ed aggiunge "… Paderni un cognome diffusissimo in Lombardia, e riflette, come denominazione della persona e della famiglia dal luogo di origine e di provenienza, uno dei tanti Paderno lombardi, soprattutto Paderno Franciacorta di Brescia, Paderno Dugnano di Milano e Paderno d'Adda.".

Gabriele Rosa accenna nel suo opuscolo "La Franciacorta", che nella "tavola alimentaria Velleiate sono nominati cinque fondi Paterni del Parmigiano. Oltre i contro citati abbiamo anche i Paderno Cremonese (o Ossolaro), Paderna d'Alessandria e Paderno Pontivici (Paderno di Pontevico) e Patern Grasso " citate nel " Brixiae" edito da A. Valentini, Padergnone (Trento), Padernello (Brescia e Treviso), Paderno (Belluno), Paderno (Bologna) e se vogliamo abbondare c'è anche Paderno del Grappa (Treviso), un Paterno Calabro, Patern di Catania, Paderno Ponchielli nel Cremonese e Padergnone di Erbusco (Brescia).
Questi i paesi che in qualche modo trovano riferimento all'ipotesi di E. de Felice.
Nel volume XI dell'Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani, a pagina 284, alla voce Paderno, si legge :"... Quanto all'etimologia, il toponimo per qualcuno deriverebbe dal rialzo di terreni a proporzioni quasi impecettibili, come in effetti il suolo di Paderno. Ma, più verosimilmente, il nome deriva da paternus aggettivo di un fundusnel senso di un'eredità paterna. Il nome Paternus del resto si trova in lapidi bresciane. Nel secolo XII; Paterno o Patringo; nel 1509, Paternum..."
Dalla toponomastica si passa con facilità ai primi personaggi che ne hanno tratto il nome.
Troviamo annotazioni su personaggi tratti dal "Liber Potheris…" (pag.6D del libro di Tonoli), nelle pergamene di Rodengo e del Monastero di Santa Giulia a Brescia.


  • Nel 1193 Oliverius que Carnevalis de Paterno investe Zoaninus Gruppi in peipetuo di una pezza di terra campiva posta infra montem Clevis. 84 (C. Fil. 4. n. 44) in LE PERGAMENE DEL MONASTERO DI S. GIULIA DI BRESCIA

  • Nel 1194 Oliuerius de Paterno dà a Ellena, badessa del monastero di S. Giulia, presenti le monache Agnes priora, Cecilia de Ello, Bellintend, Elena Rachazani,10 lire mezzane per l'investitura fatta dalla badessa nei confronti del detto Oliverius della terra in monte Clevis che Aro de Ruado teneva da parte del monastero. 86 l (C. Fil. 4. n. 45) in LE PERGAMENE DEL MONASTERO DI S. GIULIA DI BRESCIA

  • Nel 1206 un Albertus de Paderno figura tra i molti notabili bresciano firmatari di un'alleanza che in una brevissima tregua dalle continue battaglie intestine, Brescia riannodava con Cremona, Bergamo e Parma.

  • Pure nel 1211 ritorna il medesimo nome nel documento di "altra (come dice il Federici) fra quelle tante paci che si giuravano oggi eterne per poi infrangerle alla domani" (Storie bresciano - vol. VII pag. 34, 52)

  • la stessa persona che nel 1219 apparteneva alla "Credenza" del Comune di Brescia insieme ad un certo Rogerius de Paderno

  • Nel 1233 un Joannes de Paterno era giudice in Brescia (Liber Potheris pag. 823)

  • E nel 1230, Guglielmo di Azione de Paderno possedeva una casa in Brescia nella contrada di S. Nazzaro, che venne comperata dal Comune per l'ampliamento della cerchia delle mura cittadine (Liber Potheris pag. 435)

  • Nel 1249-1251 un certo Amatheus de Paterno e un Mumpislerius de Paterno abitavano in Rudiano (Liber Potheris pag. 595-652-973)

  • Nel 1250 Bonacius de Paderno abitava a Pontevico (Liber Potheris pag. 739)

  • E nello stesso anno Gerardo e suo figlio Lanfranco Paterne possedevano in Asola (Liber Potheris pag. 268-289-295)

  • 1272 Johannes de Paterno testimone al pagamento al Monastero di Santa Giulia

  • 1278 Bertollus q. Gazari de Paterno è "investe a livello perpetuo" di un terreno in Paderno - (Pergamene dell'Abazia di Rodengo)

  • 1284 Albertum et Redulfum, fratres de Alenis de Paterno sono investiti "a livello perpetuo" di un terreno in Paderno - (Pergamene dell'Abazia di Rodengo)

  • 1288 Iohannes de Paterno proprietario al Monastero di Rodengo Quaderni dell’abbazia di Rodengo N. 5 1991

  • 1292 Albertus de Paterno testimone abituale (1295-1298) al pagamento al Monastero di Santa Giulia, 508 (D. Fil. 2. n. 86)

  • 1297 Albertino Paderno vende ai Padri predicatori di san Domenico di Brescia una pezza di terra con rogito di Bernardo da Leno, (Inventario dell’archivio del monastero dei Padri predicatori di san Domenico di Brescia (1221-1797)

  • 1313 Giacomo Paderno di Ronco, affittuale di Bombai, di Gussago (Inventario dell’archivio del monastero dei Padri predicatori di san Domenico di Brescia (1221-1797)

  • 1323 Benevenutus de Paterno è definito bambaxarzus ed è testimone al pagamento al Monastero di Santa Giulia, 566 (D. Fil. 3. n. 64)

  • Nel 1330 Petrino de Numetis di Paderno, notaio (Archivio di Stato - Ospitale delle donne - cart.I n.22) (A36)

  • Nel 1309 Gregorio di Paderno notaio (Archivio Vescovile) (A39-B67)

  • Nel 1347 Stefaninus de Paterno figlio del fù Fostini de Alenis definito brarantzis testimone al monastero di Santa Giulia, 615 (D. Fg. 3. n. 111)

  • Nel 1347 Camillo q. Pietro Paderno a Palazzolo Documenti relativi alla roggia Fusia

  • Nel 1426 un Domenico Paderno e un Benvenuto da Paderno sono firmatari del primo giuramento di fedeltà fatto da Brescia ai Veneziani, in mano al Conte di Carmagnola nell'ottobre 1426.

  • Nel 1430 e 1431 Costantius de Paterno di Cremona cittadino bresciano (pergamene del Monastero di santa Giulia) 844 (D. Fil. 5. n. 96)

  • Nel 1446 Andrea Padernoeletto deputato con Cristoforo Torriceni dalla popolazione di Rodendo (dal manoscritto Paderno - raccolta F) (A499 orig)

  • Sempre nel 1446 un Luigi da Paderno risulta essere vicario del Capitano e Rettore Generale di Valcamonica Andrea Capriolo (Storie …- del Puntelli V. pag. 336) (D17)

  • 1457 Costanzo de Paderno è notaio a Venezia tra il 1457 e il 1460. (Archivio di Stato a Venezia - notai della cancelleria inferiore)

  • Nel 1548, dall'Archivio di Stato di Venezia, un Giuseppe Paderno, di Paderno, risulta inquisito per eresia, e segregato ai Piombi di Venezia

  • Dal 1539 al 1550, Paderno Bartolomeo, si rileva dai Registri delle Custodie Notturne della citt. Abitante nella quadra di San Giovanni, qualificato come sonador, senza specificare lo strumento

  • Giovanni Battista Paderno - Brescia 1605-1643 di Antonio di Battista e di Giulia, iscritto all'oratorio della B.V. Annunciata, diretto dal p. Filippo Ragosa. Fu prefetto dell'Oratorio e maestro dei novizi.

  • Paderno risulta essere una famiglia di orefici in Brescia dal XVI secolo, di cui un Giuseppe nel 1719 eseguiva l'urna d'argento per deporvi i resti di S. Anatalone I vescovo di Brescia.


Vincenzo Tonoli nelle "Note" del suo "Paderno Franciacorta", al punto 4 pag. 15, scrive che ".. da Bonacius de Paderno di Pontevico nel 1250 e Gerardo Paterne di Asola, certamente hanno preso nome dal paese d'origine e hanno dato origine e nome a parecchie persone e famiglie."

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