nel 1810 al Catasto Napoleonico riveduto nel 1818 troviamo:
Tra i dati riportati dal Rolfi troviamo anche lo Stato dAnime della Parrochia di Santo Bartolomeo in Bornato per lanno 1873 dal 24 Aprile.
Contrada Costa
104 Paderni:
115 Paderni:
Abbiamo
quindi alla fine dell800 solamente due nuclei
familiari, provenienti dai tre nuclei fondamentali,
rimasti alla Costa.
Nello Status Animarum del 1783, trascritto dal Rolfi, alla Costa non risultavano esserci Paderni e Paderno, questo fa pensare che il Francesco di Angelo, nato nel 1780, sia nato con laiuto di qualche levatrice a Bornato e non nella frazione Costa. Ma lo spostamento definitivo avviene velocemente: dal catasto napoleonico, i tre figli, dopo la morte del padre Giuseppe nel 1789, alla Costa nellarea della Costayola si spostano: al numero catastale 221 Angelo, ora la casa e' stata demolita per far posto ad una abitazione moderna in cemento armato, attuale numero 11 di via Barco, (con valore centesimale di 110); al 250 catastale Gabriele (cent. 174); al 249 Bortolo (con valore cent. 63). Con un totale di 347 centesimi di proprietè. Hanno fatto fortuna. Gli altri abitanti della Costa, nel 1802, erano proprietari in centesimi:
In pochi anni il nucleo Paderni si e' collocato al terzo posto tra i maggiori proprietari della Costa, ognuno dei fratelli riesce ad acquistarsi una casa con il brolo e del terreno da coltivare.
Nel 1830, Angelo Paderno risulta essere proprietario di una pezza di terra: una pezza di terra di piò 5 e mezzo posta in Bornato in contrada della Teresa detta Carezzate longhe e curte, che confina a Mattina e Mezzodì essa sig,ra Maria, sera parte Angelo Paderno e parte della sig.ra Maria ed a Monte Giuseppe Toccagni detta pezza di terra Bellamico , ..Il prezzo della quale pezza di terra in scudi ex bresciani duecento e trenta (230 al pi, e stante li 5 piò e mezzo la somma di scudi 1265, tanti di Milano lire 4781,14 , austriache lire 4221,07 . Si sta parlando di una controversia tra il parroco di Bornato don Giambattista Pagnoni ed una sfilza di abitanti di Bornato, tra i quali Angelo Paderno, perché proprietari di terreni acquistati dalla famiglia Soncini che sin dal 1589 ne risultava proprietaria impropriamente. Questa vicenda conclusasi con il pagamento di una penale da parte della sig. Maria Inselvini Soncini con un terreno, ha in qualche modo agevolato le proprietà dei confinanti al terreno della nobile signora.