Abbiamo visto come il clan Paderni si è stabilito alla Costa di Bornato nella fine del XVIII secolo, secolo dei lumi, secolo di invasioni e devastazioni.  Gli abitanti del basso bresciano erano i più diretti interessati ai passaggi di eserciti e bande. A ricordo di queste e della più terribile guerra in Franciacorta, avvenuta nel settembre del 1266 tra le truppe di Carlo d’Angiò e gli antipapali a Capriolo, per 500 anni, fino al 1797  la campana maggiore di Rovato veniva suonata ogni giorno alle 22. Il diciottesimo secolo  aperto con guerre di successione, si conclude con la rivoluzione francese e la nascita di una cultura politica rivoluzionaria che portò illustri personaggi bresciani a unirsi in circoli per trovare il modo di scardinare la dominazione di Venezia. Ciò accadde per solo con l’arrivo dell’esercito napoleonico che si stabilì nella piana di Passirano il 25 maggio 1797. “Lo spirito rivoluzionario del  governo francese lasciò un’impronta anche nelle campagne dove vennero smembrati i grandi latifondi e le terre demaniali dei villaggi per distribuirle ai contadini, lasciando strascichi interminabili di liti, ma attuando per la prima volta il principio che la terra dovesse appartenere a chi la lavorava”. Di fatto per, la terra che la Congregazione di Carità, istituita per sopperire i piu' bisognosi, e smembrata dalle leggi instaurate dai francesi, fu divisa tra gli Originari, cioè dalle antiche famiglie bornatesi già benestanti, ed i Forestieri o i nuovi-originari rimasero ancora una volta a bocca asciutta.
Nei 13 mesi tra il 1799 ed il 1800, Bornato, come tutta la Franciacorta è invasa dagli Austro-Russi per ritornare poi sotto il regno di Napoleone.

Comincia così il XIX secolo con l'incoronazione il 26 maggio 1805 di Napoleone Bonaparte come Re d'Italia.. Evento questo "... accolto con gioia universale ..." scrive il Peroni nella suo manoscritto. Il Peroni dopo pochi anni, il 10 maggio 1810, lascia questo mondo di gioia.

Il 18 maggio, qualche giorno dopo la morte del Peroni, si celebra il matrimonio tra Anna di Angelo Paderni e Domenico di Batta Minelli. E' in questa ricorrenza che troviamo il cambio di vocale finale, da "o" ad "i", dove la "o" barrata come segno di errore e di definitiva identificazione del cognome. Troviamo comunque negli anni successivi il riferimento al nome Paderno, ma con il tempo esso va trasformandosi in Paderni.
Nel XIX secolo, dalla nascita dell'ultimo figlio di Angelo, Giovanni nel 1802, si completano tre generazioni del ramo diretto, ed il secolo termina con la nascita nel 1897 di Angelo capostipite della quarta generazione, figlio di Pietro e Martinelli Maria, di Francesco e Corradi Giulia, di Giovanni e Barucco Anna.

Del periodo napoleonico, i nostri antenati, non avevano avuto grossi vantaggi e tanto meno dal periodo austriaco che venne dopo il 1814. Ogni nuovo invasore sfruttava le nostre terre con nuove tasse e qualche innovazione che ai paesani poco interessava. Solo la media borghesia poteva permettersi il lusso di ritrovarsi nei salotti bene a criticare o contestare questi nuovi governanti, ma si dovette aspettare fino ai moti del marzo 1849 con le "dieci giornate di Brescia" per liberarsi in qualche modo degli invasori. Bornato faceva parte dell'allora regno Lombardo-Veneto.

Il 7 maggio 1825 si sposa Paderni

Giovanni
".. di Angelo e Rocco Maria, sposa Anna Maria Barucco di Antonio e Vezzoli Pascqua, nata a Ospitaletto il 7 ottobre 1803..." . Dai due nascono 5 figli:
Anna Maria
nasce il "sedici aprile melleottocentoventisei (16 aprile 1826) ... figlia di Giovanni Paderni di Angelo e di Anna Maria Barucchi S.L.C. (sua legittima consorte) nata ieri a ore 10 antimeridiane e questa sera stata battezzata da me Giambatta Pagnoni Parroco, e la matrina fu Maria Rocchi Paderni madre del suddetto padre illett.(erato)" Giovanni, come tanti coetanei erano analfabeti, anche perché andare a scuola era un lusso che non tutti si potevano permettere, non per il costo, ma per il tempo rubato al lavoro dei campi. La nonna Maria Rocco muore l'8 aprile 1834, d'anni 72, riesce a godersi anche la nascita di Angela nel 1828 e di Angelo nel 1832. Dopo neanche un anno anche il marito
Angelo
muore a 72 anni. Margherita Maria, nasce nel 1835 e muore dopo manco un mese. Nel 1839 nasce l'ultimo figlio,
Francesco
, capostipite della seconda generazione dell'800.
Il 19 settembre 1841, Giovanni, perde la moglie all'età di 38 anni. Un anno dopo, il 21 settembre 1842, senza perdere tempo, si risposa con
Caterina Bonafini
nata il 9 luglio 1802 da Pietro e Tonelli Orsola. Da questa unione non hanno prole.

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