A RODENGO
I Paderni,
sono oramai una famiglia numerosa e benestante. Dopo le
numerose difficoltà che il paese dovette superare, il
clan Paderni rimase forte e ben strutturato in numerosi
nuclei. Come già accennato, risultano personalità
importanti in Brescia, a Pontevico, fino all' Andrea
Paderno che nel 1446 eletto deputato con Cristoforo
Torriceni dalla popolazione di Rodendo. Ed è a Rodengo
che si sviluppa il ceppo che interessa la nostra ricerca.
L'anno
successivo, a Magonza, Johann Gutenberg realizza
la prima stampa a caratteri mobili. Inizia una nuova era,
quella dell'informazione.
I notai lavorano ancora stendendo
con grafia contorta,
inserendo ad ognuno la dote che la moglie porta al marito,
ed i capitali che il marito presenta ai suoceri come
segno di importanza.
"Alcuni stimano, che il monastero di Rodengo, di
cui imprendiamo a narrare le vicende , sia stato fondato
da Carlo Magno;
., secondo la quale Carlo Magno
nella sua prima discesa in Italia (776) si sarebbe
accampato a Rodengo
", ma questa teoria,
continua il Fé, è poco credibile, anche perché essendo
il monastero intitolato a San Pietro, protettore dei
Benedettini ed a cui era dedicato inizialmente il
monastero di Cluny, segue l'onda della nascita di
monasteri nell'alta Italia che s. Oddone volle sulla
spinta di papa Stefano VIII.
Il primo documento che richiama il monastero, del 1090,
è steso dal notaio Giovanni che trascrive il lascito dei
coniugi Ubaldo e Berta ad Alberto, prete e priore del
monastero.
I monasteri, vivevano di lasciti, e con essi crescevano
le loro proprietà fatte di terreni da coltivare, da
abitazioni da affittare e da mulini da sfruttare. I paesi
che avevano la fortuna di avere un monastero, erano
quindi ricchi punti di approdo da parte delle famiglie
dai paesi vicini.
Tra queste i nostri Paderni, provenienti dal vicino
Paderno, prendono moglie in Rodengo e si stabiliscono qui
con un futuro prospero davanti.
Nel 1447 gli Olivettani prendono il posto dei Cluniacensi e iniziano dei rinnovamenti al monastero. Se i secondi
avevano fatto prosperare il territorio circostante con
bonifiche, disboscamenti, dando lavoro alle famiglie dei
paesi vicini, gli Olivettani dedicano spazio alla
sistemazione urbanistica del monastero, rendendolo come
oggi lo vediamo.
Nel 1496, entrava come frate a Rodengo Roberto Marone di
Pietro e Cecila Tiepolo veneziana, nato nel 1479. Costui
era fra Raffaele, divenuto uno dei
maggiori intarsiatori dell'epoca, ammirato dal Vasari. Di
lui rimane il bellissimo Leggio del Coro ora in
Pinacoteca a Brescia.
Nel 1498, secondo il Fé, il priore Andrea di Loseno,
chiamò Vincenzo Foppa il vecchio a dipingere il
coro della nuova chiesa, consacrata il 15 febbraio del
1490.
Seguì nel XVI secolo, il Bonvicino detto il Moretto
con la pala del Redentore con S. Pietro e Paolo.
Il '500 fu un secolo di grandi rinnovamenti. Il monastero
diveniva sempre più interessante centro di cultura e di
arte.
In quegli anni, la famiglia Paderni, è già consolidata
con più di 5 capofamiglia attivi verso la fine del '500.
L'ALBERO
COMINCIA A NASCERE
Dall'Archivio di Stato nel fascicolo del notaio Fogazzi
Francesco (1561-1571) di Paderno, troviamo :
-
"
1561 il 13
marzo
Franchi de Bartolomeo de Padern
Bapta filio Andrea di dicti Paderni ec Bartolomeo filio mastro Mathes de Paderni ".
-
" Nel 1563, "dos
a Magdalena di Bartolomeo Franzoni et
diore Franc de Padernis da Rotingo
di Antonio"
o "dos Domenica di Petri di Bartolio
et Simoni de Paderni di Batta".
-
" Nel 1565 , "
dos Catarina filia Andrea de Padernis
Benfilis
Bartolomei de Paderni".
o "dos di Chatarina di Andrea de Bartolomeo de Paderni sposa Silvestro di Beudis di Castegnato".
o " pro Marco de Gidallis
a Andrea de Paderni
".
-
"Maddalena de Jo Maria de Paderni"
-
Nel 1567 "dos Marthe filia Bernardini de Paderni e Jo
Marco filio di Andrea de Sarephinus de
Roncadelle".
o "Dos Susanna filie Andrea de Paderni e
Joannus de Marcus Gabi in Cellatica"
o "
Andrea di Bernardino de Paderni
.. sposa
Barbara filia Hieronimo de Franzoni"
o "Andrea de Paderno e
Tommaso de Marsillius
Andrea di
Jacobi".
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