Se Giovanni Paderni era illetterato, chi della letteratura ne faceva un'arte, si prodigava in qualsiasi occasione per dimostrare le sue qualità. Alle nozze borghesi, gli invitati per festeggiare l'evento, oltre a godersi la giornata ricca di grandi pasti e danze, usavano dedicare agli sposi delle poesie che erano appositamente stampate in un libricino e offerto a tutti gli invitati. Tutti gioivano di questa grande festa. Presentiamo per l'occasione come assaggio della cultura del primo ottocento, due brani tratti da un raro libricino "Serti poetici per le nozze dei signori Lucrezia Soncini ed Alessandro Gigola bresciani - Brescia 1812".

C'era chi festeggiava le nozze con poesie e chi le festeggiava solamente dopo aver subito il divieto di sposarsi e dover intercedere presso la Santa Penitenzieria a Roma per poterlo fare. E' il caso di "

Batta

di Giuseppe e Rosa Ghitti entrambi di Bornato. Di questo Batta non ho trovato altri dati che questo documento, quindi non so che genere di impedimento vietava le loro nozze. Probabilmente c'era un grado di parentele molto stretto "... impedimento canonico di primo grado ...". La penitenza per tale grave reato stato l'obbligo di vivere separati per un mese. Stessa cosa, ma con penitenza più grande, 14 mesi di separazione prima del matrimonio, successa a

Pietro e Angela

, nel 1897. Erano cugini alla quarta generazione .

Il ramo di Angelo continua anche con Giuseppe. E' il settimo figlio, nato il 4 gennaio 1795 e battezzato il 6, il giorno della Befana. Compare al battesimo è stato Tommaso di Giò Batta Bonafede. Tommaso nasce a Bornato il 16 maggio 1757, figlio di Giò Batta di Giacomo. Ha un fratello di nome Lauro e una sorella Margherita. Lo troviamo nel registro dei battesimi, il 2 giugno 1755, come padre di Marta e marito di Maria Minelli. Il fratello Lauro si sposa con Domenica Minelli l'uno marzo del 1767. La sorella Margherita il 2 luglio del 1756 con Giuan Batta Cittadino. Dall'elenco redatto dal Peroni nel 1802, il fratello Lauro risulta abitante in Contrada Castello, ha 66 anni, due figli e vivono con lui tre donne, "detto del capo" ed esercita la professione di "giornaliero".

Giuseppe di Angelo, si sposa il 7 agosto 1813 con Francesca Gasparetti. La data del loro matrimonio e' riportata al battesimo di Francesco, primo figlio nato il 25 aprile 1816 ad ore 8, morto a 46 anni il 9 ottobre 1862. Dopo di lui vengono alla luce altri 4 figli: Maria il 13 aprile 1818, sposata poi con Corradi Pietro il 17 aprile 1847; Angelo l'8 aprile 1822, sposato con Malli Ester il 20 giugno 1857; Margherita nata il 18 luglio 1826, sposata con Rocco Aleprando il 14 febbraio del 1849; Anna Lucia nata il 28 aprile 1828.


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